top of page
  • 9 déc. 2025
  • 1 min de lecture

Messinscena sadica per un uomo indifferente



Note riaccendono il ricordo di una vitalità ormai chiusa in una scatola di legno, trapezoidale, appoggiata su un palchetto di marmo.

 

Quell’uomo, personaggio principale della scena, quello che tutti sono venuti ad applaudire silenziosamente, rimane lì sdraiato, immobile, con aria indifferente.

 

Il pubblico, seduto a testa china, non osa una parola. Solo una giovane donna, dal viso cadaverico, lascia andare singhiozzi rumorosi.

 

Gli accordi scorrono nell’aria, accentuando il contrasto tra la vita che continua e il tempo di quell’uomo, che si è fermato.

 

Partizione sadica di un momento sospeso, che poi si sfracella al suolo al suono dell’ultima nota.

Lì in basso sta la dura realtà, coi secondi che riprendono a vivere in quel silenzio rimasto in sala.

 

Il pubblico che era venuto a salutare quell’uomo freddo e indifferente, ora saluta i famigliari: anime in pena, trasformate in personaggi principali.

 

Tanto temuti, i rintocchi delle campane, forti quasi quanto i singhiozzi, annunciano che è ora di andare e lasciar bruciare; da quella bara, una figlia disperata strappare.

 

Ultima nota in scena: la tiritera imbarazzante con una cerimonia di strette di mano, occhi di pena e bocche di condoglianze, che accompagnano verso un unico fine, l’eterno “mai più”.

 

 
 
 

Posts récents

Voir tout
La mort du cygne

La mort du cygne « Mon métier c’est la danse » En voilà une phrase qui vends du rêve, alors que tout ce que je vends c’est mon âme.   Le public international qu’aux yeux de ces acheteurs de rêve, me j

 
 
 
Hai gridato. È stato autorizzato il silenzio.

Hai gridato. È stato autorizzato il silenzio. Grida, che ti sente. Speri meglio, so che è peggio, per lei nessun risveglio.   Grida, che ti rassicura. Ti credi forte, non lo sei, ma per lei, le tue pa

 
 
 

Commentaires


bottom of page